SOPRA I FIGLI DEI FIGLI IL SOLE
Curated by Piero Gilardi
PAV Parco Arte Vivente, Torino, Italy, 2019
L’idea è di intervenire su una scultura di un artista anonimo del secolo scorso e di installare poi l’opera nel parco del museo.
Ho convissuto fin da bambino con questa scultura, un daino in gesso a tutto tondo. L’ho sempre portato con me, trasloco dopo trasloco, nel corso di quasi un lustro. Il gesso, materiale estremamente friabile, non è di facile conservazione e così la scultura ha subito delle trasformazioni dettate dal tempo e dagli agenti accidentali: prima ha perso le orecchie, poi parte degli arti ed infine, cadendo, si è incrinata in molti punti. L’intenzione è di attuare una successiva trasformazione della scultura attraverso una fusione in bronzo. L’esito è un daino in bronzo con una patata in testa che germoglia. Intendo inserire la patata sulla scultura come elemento costitutivo della scultura stessa; un elemento naturale che muta, un flusso vitale non controllabile dall’uomo che invita ad una riflessione sul rapporto tra “l’Eterno” (rappresentato dal bronzo) e la caducità dell’elemento vitale che muta in funzione degli agenti esterni (il tubero): un’opera che cerca, attraverso le mutazioni, di resistere e di adattarsi alle circostanze.
The idea is to intervene on the sculpture of an anonymous artist from the past century and the install the work in the museum’s park.
Since I was a child, I have lived with this sculpture. It’s a plaster cast of a deer. I have always taken it with me, overtime I have moved home, thorough the course of almost XXX years. The paster is an incredibly frail material, not easy to preserve and so the sculpture underwent many transformation due to atmospheric agents and accidents: first it lost its ears, then part of the arts and, eventually, falling, it cracked in multiple places. The intention is to act a further transformation of the sculpture through a bronze cast. the result is a bronze deer with a sprouting potato on its head. I intend to place the potato in the sculpture as a constitutivee element of the sculpture itself; as an element natural which is mutating, a vital flux which cannot be controlled by men and which invites us to reflect on our relationship with the “Eternal” (represented by the bronze) and the ephemerality of the vital element which mutates in relation to external circumstances (the potato): it is a work that strives to resist through transformation and to adapt to the circumstances.